• 14 Settembre 2020

Un nuovo inizio

Un nuovo inizio

Un nuovo inizio 1024 768 Scuola Sacro Cuore Gallarate

“Solo se abbiamo una speranza da comunicare possiamo non immettere la paura nel loro sangue. Spesso iniettiamo in loro tutte le nostre preoccupazioni, invece di accompagnarli a rendersi conto delle loro risorse, delle loro possibilità. […] Penso che ci siano due modalità con cui i genitori possano mettersi in rapporto con i figli o gli educatori con i ragazzi. Da una parte, c’è chi cerca di risparmiare loro il rapporto con il reale, pensando così di difenderli dagli imprevisti, dalle difficoltà e le cose percepite come minaccia. È come se il mondo fosse interpretato come una grande minaccia da cui l’adulto deve  proteggere i figli. In questo modo, anche inconsapevolmente, egli comunica una sfiducia. Dall’altra parte, c’è chi – famiglie, educatori –, invece di iniettare la paura nel sangue dei ragazzi, […] pian piano li invita a rischiare davanti alle difficoltà, offrendo – anzitutto attraverso il modo di vivere – un suggerimento, una ipotesi, un’iniziativa da prendere. […]

Questo oggi è assolutamente imprescindibile: testimoniare ai giovani – che, tante volte, essendo giovani, si possono  spaventare – una possibilità di rapporto positivo con problemi, circostanze, contraddizioni, mostrando, come adulti, che si può guardare al futuro con una speranza fondata, non sopraffatti dalla paura, non determinati dalle difficoltà che sempre ci sono. Comunicare questo – penso agli insegnanti – è fondamentale anche per approfondire le conoscenze. Per ridare ai giovani l’entusiasmo necessario per conoscere, occorre infatti comunicare, attraverso la modalità con cui si fa lezione, la speranza di cui si vive, una fiducia, che consentirà loro di tirar fuori tutte le risorse di cui dispongono, con una creatività che sorprenderà anche noi.”  (J. Carròn, Dove nasce la speranza? Meeting di Rimini 2020)

Siamo partiti! Già venerdì con i ragazzi di quarta e quinta, oggi con tutti, la scuola ha ripreso le

sue attività. Una nuova partenza, un nuovo inizio, fin dalla sua forma iniziale e dalla forma che hanno assunto gli spazi a noi cari. A cosa ci sfida questo nuovo inizio? A non aver paura. Ad essere rigorosi con le norme sanitarie, perchè ciò che abbiamo di più caro è fare scuola in presenza; ma anche ad essere intelligenti, a trovare nuove forme perchè la nostra proposta educativa e didattica non perda nulla del fascino e dell’efficacia che ha sempre avuto.

Molto dipende da noi, come dice l’intervento di Julian Carròn riportato sopra. Dipende da come noi consideriamo quello che accade: una sfida o una disgrazia? Un ostacolo che ci fa crescere o qualcosa che ci blocca? “Dio non permette che accada qualche cosa a chi Egli ama, se non per la sua maturazione”: forti di questa certezza partiamo nell’avventura di quest’anno scolastico, pronti ad accogliere tutto ciò che accadrà.

E i bambini? “Ma si volteranno sempre, anche tra tanti anni. Per vedere se hai avuto paura. E che luce avevi negli occhi. Per vedere cosa stavi pensando vedendoli andare nel mattino a scuola: vanno verso la vita o verso il tradimento della vita? Verso la grande fregatura, o verso la grande avventura? Anche quando non ci sarai più, e starai in piedi dietro le nuvole o seduto in un’automobile celestiale (speriamo), si volteranno a guardare se chi li ha accompagnati fino alla porta che solo loro possono varcare, ha avuto paura. O era certo che qualcosa di buono c’è oltre la soglia di ogni esperienza.” (D. Rondoni, A te che ti fermi e li guardi entrare, Avvenire, 15/9/2005)

I bambini guardano noi, e ci seguiranno se vedranno che non abbiamo paura. Noi, insegnanti, e voi, genitori. Anche sopportando qualche necessario assestamento e disagio.

Buon anno scolastico a tutti.

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